lunedì 22 aprile 2013

OCEANI

dancing with Enya, Aldebaran

Sto.
Vivo, bevo, mi lascio cullare.
Piccole bolle accarezzano il mio corpo.
C'è un vento fresco che soffia sulla pelle.
Non fa male.
Non c'è paura.
Respiro.
E sto.

mercoledì 17 aprile 2013

LA REGINA DELLE FATE

listening to Meshell Ndegeoncello, Bitter


Piangi, bambina.
Raccogli i desideri e rendili liquidi. 
Fai che il respiro possa uscire libero, raccontando di casa in casa le tue preghiere.
Raccogli i capelli, intrecciali con piccoli fiori bianchi. Avrai da correre molto, seguita solo dal vento della notte.
Pulisci il tuo viso ancora stanco. Riscalda il tuo ventre.

Il mare ti aspetta, silenzioso.

lunedì 15 aprile 2013

venerdì 12 aprile 2013

SPECIAL NEEDS


(16 febbraio 2011)

Sei inverno. Percorro a bordo di una jeep scassata le strade terrose che si perdono nell’arsura di questa natura sconfinatamente bella e crudele, ostile, e la tua immagine si materializza appoggiandosi piano alla mia mente. Appari in contrasto con il rosso che domina ovunque. Ho il sapore di questa terra fin dentro la gola, non va via. Soffocando nel caldo torrido crea una patina su tutto ciò che mi circonda. Ma tu arrivi e ti delinei limpida. La tua pelle, che sotto i tuoi capelli neri sembra ancora più bianca, qui si espande risuonando ad eco ed esplodendo piano nell’aria come l’inizio di quella si prevede essere una nevicata colossale. Contrasti cromatici e incompatibilità termiche di una bellezza disarmante. Il senso della voglia di un paio di guanti caldi a proteggere dal gelo.
Lasciami ancora un po’ senza fiato a guardare il paesaggio che brucia mentre mi ricordo dell’inverno.

martedì 19 marzo 2013

LANDE

(27 aprile 2010)

I caldi raggi del sole del pomeriggio penetrano senza pietà le mie lunghe vesti di lino. La mia pelle è arroventata, mi sembra di non avere più nemmeno una goccia di sangue che scorre nelle vene. Sono stanca, la mia testa si è fatta pesante. 

Vorrei riposare, ma mi faccio forza. La strada da percorrere è ancora molta. Tutto intorno è arido, non c'è segno di vita, crudele gioco della natura.
Il colore della mia pelle si mescola con il rosso della terra, della polvere, che come un essere strisciante si arrampica e risale il mio corpo dalle caviglie, su per i polpacci, le cosce, avvolgendomi in una spira mortale. Se mi accasciassi, finirei per diventare parte integrante di questo paesaggio.


Mentre cammino, di tanto in tanto mi capita di sollevare lo sguardo dai miei passi e di mirare l'orizzonte. Ad un tratto, verso ovest, il suo contorno distorto dalla calura si interrompe, lasciando spazio all’immagine di un qualcosa di poco familiare. E’ grande, sembra uno strano camion. Non distinguo le ruote, né l’abitacolo. Mi guardo intorno, ma niente. Non c’è traccia di nessun altro nel raggio di chilometri. Incuriosita, decido di allontanarmi dal mio percorso quanto basta per poter vedere meglio quella figura. Quando gli sono abbastanza vicina, mi rendo conto che ciò a cui mi sto avvicinando è un carro da guerra. Solo, in mezzo al nulla. Appoggiato ai cingoli scorgo una figura umana. Sembra guardare nel vuoto, nella mia direzione.

domenica 10 marzo 2013

RIPRENDERE BERLINO

Sei un cancro. Cercando di farti largo tra le cellule, ti insinui e prendi spazio, scivolando tra le perdite. Ti acquatti e stai, dove non fa male. 
Cresci, senza rumore. Lentamente porti a compimento la tua follia, intessendo una fitta e solida ragnatela. Non mi accorgo, ti ho dimenticato. Pallida cicatrice insensibile.

Mi è sempre piaciuto giocare a far rimbalzare i sassi sull'acqua.
Ho dimenticato di raccoglierli e si sono accumulati sul fondale.

domenica 17 febbraio 2013

PERSI

Ti guardo sparire tra la folla, oltre il vetro, al di là dei controlli. Alzo la mano e ti saluto, tu mi rispondi. Non sorridi. Mi volto e ti lascio andare via, come sempre.

Mi chiedo cosa stiamo facendo. Che cosa stiamo costruendo. Te ne vai e mi svuoti, e neanche la prospettiva di un prossimo incontro non troppo lontano è in grado di accendermi.