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martedì 4 febbraio 2020

UNSLEEP


Non posso dormire. Catalizzo i centri nervosi facendone poltiglia, non più vigile ma non ancora del tutto assente. Mollemente mi adagio  al pensiero di una quiete apparente, vittima del buon senso o forse solo delle circostanze. Percepisco ma di rimando, il muro del mio menefreghismo consente agli eventi di rimbalzarmi addosso non senza tracce, non senza un'impronta impressa nel corpo. Ormai già ricordo, attimo passato.
Il qui ed ora è il manifestarsi del futuro più prossimo, i pensieri si rincorrono così lentamente da far già parte dello stuolo degli avi che avanzano e sfliano in abiti dismessi, consunti e grigi. Resti buoni per il volo lento e silenzioso degli avvoltoi.

Devo fare presto e seguire il mutare degli eventi. La pelle richiede un ricambio, squama per squama, spogliarsi del superfluo. Scendere al nocciolo e brillare di sostanza.

"E' la rivoluzione."



martedì 15 marzo 2016

RESET

1 gennaio 2016

Dicono che nell'occhio del ciclone regni una pace inattesa. Una sospensione inusuale. Lo Spazio ed il Tempo cessano di esistere lasciando il posto al Vuoto creatore. Staticità generatrice di movimento. Il Nulla che precede e sottende il Tutto.
L'Abbandono risulta essere essenziale al ritrovamento di quanto si credeva perduto. 
E' nel più arido dei deserti che incontro il volto di Dio. Silenzio e vastità a perdita d'occhio.

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tuoi occhi sono la chiave di connessione con il tuo deserto, il tuo spazio vuoto, il limbo cosmico che tutto permea e tutto anticipa, la luce post atomica a cui tutto ritorna.
Gli occhi, chiave per l'Infinito di Pace.


martedì 6 ottobre 2015

I CANTI DEL RITORNO

4 settembre 2015

Galleggio leggera sulla superficie delle acque. Ondeggio cullata dal blu del mare. Riposo, protetta da rive e rocce antiche. E’ un tempo già vissuto e che più non torna, quello che rivedo. Eco di epoche lontane.
Un caldo sole risplende alto, spargendo accecanti raggi di luce bianca in ogni dove. Percepisco il cerchio di fuoco da dietro le palpebre. La salsedine sulla pelle brucia.
Accanto a me, un antico fratello.

Sei tu.
Incrocio il tuo sguardo ed intravedo la nostra fine. Percepisco l’angoscia ed il terrore. I tuoi occhi, presagio di devastazione.

Presto, il mare ci inghiottirà.
Non resterà nulla oltre alle nostre carcasse fluttuanti.
Bambole di pezza cadute in un pozzo.



- Chi sei?
- Il Fuoco dentro di te.