sabato 5 settembre 2015

MIRROR

- Se volessi incontrarti un giorno, come devo fare?
- Dovrai scalare le nude montagne che nascondono l'alta torre d'avorio del mio impenetrabile orgoglio. Armarti di coraggio e prepararti a danzare con il fuoco. Essere disposto a cadere e sporcarti le mani, vedere i tuoi piedi sanguinare. Sentirti mancare la terra sotto i piedi, ad ogni balzo e guizzo del cuore.

O, più semplicemente, bussare alla mia porta e mostrarti così come sei.
Nella fiducia del disarmo più totale.


martedì 1 settembre 2015

TWIN FLAMES

Il mio cuore sanguina, mentre palpita e sorride. Mi lascio accarezzare dall’inquietudine che aleggia, e a tratti sotterra ogni altro pensiero.

Non c’è nulla qui intorno. Solo sabbia a perdita d’occhio. Polvere e macerie. Apparente immobilità.

Eppure, nel più vasto dei deserti, senza preavviso la Vita si palesa in tutta la sua grandezza, gonfia di ardente e accecante splendore. Senza bussare irrompe, generando luce in un’esplosione silenziosa. Sottili fili rossi si diramano tutto intorno, costellati da piccole e calde luci. Un reticolo venoso pulsante, ad indicare la Via.

Un fuoco enorme arde dentro e fuori di me.
Forti folate di vento raggiungono le fiamme, di tanto in tanto. Resto in bilico, tra la paura dello spegnimento e il terrore di divampare.


venerdì 14 agosto 2015

MENTRE FUORI PIOVE

29 maggio 2010

Mi sveglio. E' molto presto, inizia ad albeggiare. Dalla finestra aperta entra la luce fioca di un pallido sole. Ancora non sa scaldare l'aria che penetra, pungente e fresca, nella stanza. Mi avvolge, assieme al tenero profumo dell'erba bagnata. Piove. Abbandono le lenzuola bianche che portano ancora addosso l'odore di questa notte, l'odore di noi. Ne è impregnata la camera, il mio volto, le mie mani. Lascio che quel debole vento se lo porti via, lentamente. Me ne separo piano. Scendo dal letto. Spalanco la finestra che da sul giardino. La pioggia è leggera, attutisce i colori dell'erba e dei fiori. Tutto mi sembra ovattato, questa mattina. Sono scalza. Infilo una camicia. Esco, resto sotto la veranda a guardare l'acqua che scende, sbiadendo ogni cosa. Fa quasi freddo. Vorrei avere tra le mano una tazza di tè caldo. Mi stringo nelle spalle. Non penso a nulla in particolare. Resto così per qualche minuto, immobile davanti al mio giardino. Dovrei sistemare un paio di aiuole. Poi, sul tavolo, trovo il pacchetto di sigarette e l'accendino che hai dimenticato qui. Decido di accenderne una. Inspiro profondamente, immagino, sento il fumo che percorre la mia bocca, la gola, giù fino ai polmoni. Quindi nel sangue, al cuore e al cervello. Ad ogni tiro avvicino le mie dita al viso, ed insieme al fumo respiro anche l'odore che hai lasciato sulla mia pelle. Fumo con gusto, ad occhi chiusi. Ti rivedo nel buio della mia stanza, nel mio letto. Ti sento ancora tra le mie gambe. E' una sensazione forte, come quella della pioggia sul viso. Penso che vorrei restare così, immobile, per sempre. Aspettando il momento in cui tornerai, entrerai da quella porta e mi riempirai di te e del tuo odore, ancora, e ancora, e ancora. E ancora. Per sempre. Mentre fuori piove.

lunedì 20 luglio 2015

COME IN CIELO COSI' IN TERRA


"My heart's in the Highlands a-chasing the deer
A-chasing the wild deer, and following the roe 
My heart's in the Highlands, wherever I go."

Affondo nella terra per unirmi al mio sentire. Scopro un terreno morbido e fertile, l'erba tenera del mattino mi solletica i piedi. 
Non c'è paura nel ritrovare le radici. Stabilizzo l'equilibrio, tendendo all'armonia. E incontro casa, dentro me stessa. 



Posso tendere al Vento. 

Nella più sfrenata libertà di essere te stesso.

sabato 27 giugno 2015

"SENTO IL TUO DISORDINE"

 - Chi sei tu? -

"Sento il tuo disordine
e lo comparo al mio.
C’è somiglianza. C’è
lo stesso slabbro di ferite identiche.
C’è tutta la voglia
di un passo largo in una terra
sgombra che non troviamo.
Sento il tuo respiro schiacciato
lo sento somigliante
ti sento piano morire
come me che non controllo
l’accensione del sangue.
Anch’io voglio una libertà che mi
sbandieri, una falcata
perfetta, uno stacco d’uccello
dal suo ramo, quando si butta
improvviso e poi plana."
di Mariangela Gualtieri


ph. Stefano Sala



lunedì 15 giugno 2015

IMMANENTE

Tempo.

Curioso cogliere il soggettivo sguardo nell'apprezzare la velocità dello scorrere degli istanti. Anni come attimi, e sospiri apparentemente infiniti. Congelati. Sguardi terminati, accaduti in un tempo che più non torna. I nostri occhi che non si incontrano nello spazio presente.

Eppure.

Eppure l'incontro permane. Non è già ricordo, non ancora aspettativa. Una vibrazione sopravvive all'incedere del tempo. Non sbiadisce. Cresce e si innalza, permeando ogni singola frazione di istante, esistendo in essa.
Non ci incrociamo. Abitiamo lo spazio vuoto della creazione.
Scintille e fili modificano lo spazio circostante.

...
Connessioni.

mercoledì 20 maggio 2015

IMPROBABILI STRALCI DI UN QUASI POST-MODERNO MALINCONICO DECADENTISMO MILANESE

8 giugno 2011 


Me ne frego della pioggia che cade in un Giugno che sembra non aver la minima intenzione di cedere il passo all’estate. Penso al sole che ustiona la testa e brucia negli occhi, penso alle infradito, ai cinesi con gli ombrelli. All’asfalto in liquefazione. Al ghiacciolo, al Cornetto Soft. Niente. Tutto intorno, solo una magra parvenza di autunno che circonda a perdita d’occhio. Dunque cammino, seguendo il vostro passo svelto, cercando di non perdervi, di non perdermi. Somiglio ad un pulcino bagnato in un temporale di marzo.


Fuori dal locale i bambini giocano con le bolle di sapone. Padri e madri non si sottraggono al divertimento. Li guardiamo attraverso i nostri bicchieri un po’ pieni e un po’ vuoti, e sai che c’è? Tutti quanti hanno voglia di giocare.

Da Peppuccio capisci che Shakespeare è approdato un po’ ovunque. E mette d’accordo tutti i pareri. Sarà merito del jazz, di John Coltrane che soffia nel suo sax dietro di noi. Saranno i leccalecca regalati, le caramelle gommose, gli ombrelli sperduti.
Balliamo. E la liquirizia scivola via che è una meraviglia, baby.

Amiamo le cose belle.

E dei canoni comuni ce ne fottiamo un po’.